Nella nebbia

Ieri pomeriggio, appena le tenebre sono calate, sono uscito a fare una passeggiata tra la nebbia.

Mi ha sempre affascinato questo fenomeno atmosferico perché cambia i punti di vista, le luci, le prospettive. 

L’atmosfera che ne è emersa, da questa mia passeggiata, ha contorni misteriosi enfatizzati dal filtro fotografico che ho utilizzato.

Io con la nebbia ci sono nato, sono abituato a quel velo che a molti reca un senso di inquietudine e fastidio.

Non è che la nebbia impedisce di vedere, diciamo che fa osservare una realtà che pur rimanendo la stessa muta e ci trasporta in una dimensione ai confini tra il metafisico e l’onirico.

Se rifletto arrivo alla conclusione che la nebbia nasce dal sole, dalla luce in particolari condizioni.

Tempo fa scrissi un breve racconto ambientato in una serata di nebbia, eccolo…

C’era la nebbia quella sera a in città. Due persone, un uomo e una donna, stavano camminando solitari per le vie del centro in cerca di un locale dove poter mangiare. Erano forestieri. Per la prima volta  si trovavano avvolti nella nebbia. Non distinguevano più i contorni, si sentivano persi. 

Avrebbero voluto domandare a qualcuno una indicazione per cercare un ristorante ma la piazza era deserta. Poi dal nulla comparve una donna, era anziana, avvolta in un lungo abito nero.

L’uomo le chiese un posto dove poter cenare. La vecchia indicò una trattoria che si trovava a pochi metri da loro poi scomparve come inghiottita dalla nebbia. Che strano, erano passati lì davanti, ma non ci avevano fatto caso. Sarà stata la nebbia.

Marito e moglie entrarono. Il locale era pieno di clienti, faceva caldo e si sentiva il profumo delle pietanze e del vino. Nessuno sembrò accorgersi di loro. Poi arrivò l’oste. Ordinarono e cenarono. Dopo aver terminato di mangiare si accorsero che tutti i clienti stavano salendo lungo una scala. La coppia chiese il conto.

«Pagherete domani mattina quando lascerete la camera» rispose l’oste.

«Ma noi non vogliamo fermarci qui a dormire» 

«In città quando c’è la nebbia nessuno può uscire da qui. Venite, vi faccio strada»

I forestieri accettarono come intorpiditi in preda al sonno. 

Di colpo l’ambiente divenne freddo.

Salirono le scale.

Andarono in camera e come automi si stesero sul letto senza svestirsi. Si addormentarono.

Verso le tre del mattino udirono vicino al letto un fruscio, come se qualcuno si stesse spogliando. 

Poi un urlo, teso, profondo, rabbioso:«Cosa fate nel mio letto?»

L’uomo e la donna si svegliarono e gridarono ancora più forte. Di fronte a loro videro la sagoma nera della vecchia a cui avevano chiesto indicazioni poche ore prima.

Si precipitarono giù dalle scale, aprirono la porta e uscirono fuori nel freddo correndo in preda al terrore verso la loro macchina. 

Girarono per ore avvolti nella nebbia. Non riuscivano a trovare l’auto. Tra le antiche case del centro si muovevano misteriose ombre fluttuanti. 

Alle prime luci dell’alba l’uomo e la donna, ormai stanchi e disperati, ritrovarono la macchina. L’avevano parcheggiata proprio a pochi metri dalla trattoria dove si erano fermati a cenare. 

Guardarono verso il locale mentre un timido sole illuminava la scena. La porta era sbarrata da lunghe assi, l’insegna lisa e consunta dal tempo, le finestre sbarrate, tranne una. L’uomo guardò dentro. Tutto era vuoto, completamente abbandonato. 

Pubblicato da Gian Luca Marino scrittore

Gian Luca Marino scrittore, giornalista specializzato in storie misteriose e viaggi alla scoperta di itinerari insoliti.

3 pensieri riguardo “Nella nebbia

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: