Festa patronale di San Vittore Corsa dei buoi di Asigliano Vercellese

Asigliano Vercellese è un paese nel cuore della bassa vercellese, territorio di terra e di acqua dove il paesaggio rurale è dominato da distese di risaie che in questo periodo vengono gradualmente allagate.

Da giovedì a domenica ho documentato per immagini le celebrazioni del Patrono, San Vittore, scoprendo un affascinante modo di vivere nel presente antichissime tradizioni.

Quando sono impegnato in un reportage è mia premura esplorare il contesto in cui mi troverò a fotografare. Una esplorazione che non è soltanto geografica o topografica ma che si basa soprattutto sull’immergermi nella sensazioni che il luogo e la gente mi trasmettono, per capirne lo spirito. Istanti che si trasformano in immagini.

In particolare mi sono rimaste impresse alcune esperienze, emozioni, alcuni fotogrammi come, per esempio, la banda musicale con il Portatore del Cero che, la domenica mattina presto, vanno a prendere i Priori e, dopo la Messa, accompagnano i buoi per le vie del paese fino ad arrivare al percorso della corsa. O come la Novena la sera del giovedì, quando, prima di iniziare mi sono seduto su una panchina nel viale alberato davanti alla chiesa dedicata a San Vittore, da dove ho iniziato a entrare nello spirito delle celebrazioni. Le luci della sera che stavano calando creavano un’atmosfera di quiete, di calma. Si percepiva qualcosa di frizzante con l’arrivo delle persone: l’emozione che i giorni di festa stavano arrivando.

Ho avuto la netta sensazione e il privilegio di entrare nell’intimità del paese con le persone fuori dalle case che aspettavano il corteo e con i momenti di festa, di cibo e di ballo vissute nei cortili delle case dei Priori.

Tanti fotogrammi che sono andati a comporre il quadro completo di un paese dove si rivivono tradizioni che si perdono nei secoli con un calore umano e una schiettezza di sentimenti che si manifestano in una dimensione fuori dal tempo.

Il mio, da fotografo, è stato un punto di vista privilegiato perché ho potuto seguire tutto da vicino.

Quelle che seguono sono alcune immagini scelte suddivise per giorni.

Al termine del post una descrizione storica della Festa Patronale di San Vittore e della Corsa dei Buoi di Asigliano Vercellese.


1 giorno – giovedì 9 maggio

La fiaccolata che dalla chiesa di San Vittore arriva fino alla chiesa Parrocchiale con la Novena e la processione che ha attraversato il paese. Qui la Santa Messa e il canto dei brani sacri da parte del Soprano Fernanda Costa accompagnata dal maestro d’organo Giorgio Guilla

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2 giorno – venerdì 10 maggio

In Municipio: accoglienza ospiti, autorità, premiazioni, momenti conviviali. Inaugurazione stand, mostre, esposizioni con la partecipazione della Banda Musicale Cittadina e il Gruppo Tamburi e Majorettes Santhià

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3 giorno – sabato 11 maggio

Incanto dei Carri per la 583a Corsa dei Buoi. Benedizione degli Auriga sul sagrato della Chiesa Parrocchiale

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4 giorno – domenica 12 maggio

Festa di San Vittore e 583 Corsa dei buoi di Asigliano

Apertura dei festeggiamenti con la Banda Musicale Cittadina e il Gruppo Tamburi di Santhià che, con il Portatore del Cero, dalla piazza del Municipio vanno a prendere i Priori. Arrivo del Carro del Pane sul piazzale del Municipio. Santa Messa Solenne in Onore del Compatrono Vittore. Benedizione del pane e processione dalla chiesa Parrocchiale alla chiesa di San Vittore.

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La 583a Corsa dei Buoi di Asigliano

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Percorso dei Priori in paese per la visita alla riseria e alla Casa di Riposo

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Processione ed incanto del Cero Votivo

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Potete vedere le gallerie fotografiche complete su Facebook cliccando qui sotto:

Album 1

Album 2

Album 3

Album 4

Album 5


Notizie storiche

Da diversi secoli, nella seconda domenica di Maggio, si svolge ad Asigliano Vercellese la corsa dei buoi, fulcro della festa in onore del patrono San Vittore.

Si racconta che ad Asigliano nel 1436, durante una pestilenza che colpì uomini e animali si espresse un voto a San Vittore, il quale liberò il paese dalla morte. In ringraziamento al Santo da allora si fecero correre i buoi, mansueti compagni di lavoro nei campi.

Nelle settimane precedenti la festa, i priori, nominati dal Comune ,offrivano alla popolazione, prima e dopo le funzioni religiose, dei nastri colorati della lunghezza di un “raso”.Coloro che li accettavano si impegnavano a fornire una mezza emina o più di frumento a favore della chiesetta di San Vittore e per il confezionamento del pane, cotto nei forni comunali. Al termine della corsa il pane benedetto veniva distribuito alle famiglie più bisognose ed a chi ne facesse richiesta.

Oltre alla tradizione plurisecolare dei nastri, ogni anno l’Amministrazione comunale acquistava un paio di scarpe da donna, un cappello da uomo e vari pezzi di nastro colorato, il tutto destinato ad abbellire il cero votivo del peso di 30 kG.La tradizione vuole che il cappello e le scarpe rappresentino la famiglia ed i nastri colorati tutte le famiglie asiglianesi ed il loro legame con il proprio paese. Nel pomeriggio il cero votivo veniva riportato in processione con la reliquia del santo nella chiesa parrocchiale; terminati i vespri, gli addobbi del cero venivano aggiudicati all’incanto al maggior offerente in frumento che veniva successivamente accompagnato alla propria dimora dai suonatori e dai priori della festa.

Negli ultimi due secoli la manifestazione è stata regolamentata nelle sue forme con un cerimoniale codificato che tuttavia mantiene praticamente inalterata l’originaria sostanza:

-i nastri, benedetti dal Parroco alla fine di gennaio ,vengono distribuiti dai priori della festa, ora nominati dal Parroco, presso le dimore delle famiglie asiglianesi residenti e non;

-il vincitore dell’incanto del cero votivo custodisce lo stesso presso la propria dimora per un anno e lo ritorna ai priori, completo di abbellimenti, il venerdì prima della festa;

– il pane benedetto non viene più posto sui quattro carri da corsa, ma su un quinto carro (detto carro trionfale) abbellito da una copertura di fini tendaggi e trainato da una grande coppia di buoi adornati con drappi dipinti di velluto rosso, i sacchetti di pane vengono distribuiti a chi ne fa richiesta  al termine della corsa ed il giorno successivo al domicilio di tutte le famiglie asiglianesi;

-La reliquia del Santo è  custodita fin da metà 1700 in una urna di ebano e argento posta su un trono in legno dorato abbellito da fini tendaggi rossi bordati di frange dorate  e da fiori rossi e bianchi.

Alle ore 12 del sabato precedente la festa ,presso il salone comunale, vengono aggiudicati i 5 carri e sorteggiato l’ordine di posizionamento dei quattro carri da corsa sulla linea di partenza.

Alle ore 18 dello stesso giorno, sul sagrato della chiesa parrocchiale viene impartita da parte del Parroco la benedizione degli aurighi.

Alle ore 10 della domenica seguente il carro trionfale del pane, i priori della festa, il portatore del cero, i paggetti, si radunano davanti al municipio.

Quindi il corteo, accompagnato dalla banda musicale, si dirige verso la chiesa parrocchiale per assistere, alle ore 10.30, alla celebrazione della messa solenne, all’inizio della quale il parroco procede alla benedizione del cero votivo.

Il carro del pane si posiziona sul sagrato della chiesa.

Intorno alle ore 11 i quattro carri da corsa si mettono in fila,secondo l’ordine di posizionamento alla partenza, sul viale alberato vicino alla chiesa parrocchiale.

Alle ore 11.30,terminata la messa, viene impartita dal Parroco la benedizione del pane posto sul carro trionfale.

Ha quindi inizio la processione verso la chiesa di San Vittore ed il percorso di corsa

Lungo il percorso della processione la banda suona ininterrottamente l’inno ai martiri ”Deus Tuorum Militum” musicato appositamente per la festa patronale di Asigliano dal maestro di cappella del duomo di Vercelli Felice Frasi nel 1863.

Giunti all’inizio di Viale Garibaldi la processione si scioglie. Il trono e l’urna del Santo, accompagnati dal clero, vengono portati nella chiesa di San Vittore, mentre il carro trionfale del pane si porta in posizione defilata sempre nei pressi della chiesa del Santo.

I quattro carri da corsa vengono quindi fatti allineare per la partenza situata all’inizio di  Viale Garibaldi appena superato il ponte sulla roggia Molinara.

Il via viene dato dal Sindaco mediante abbassamento di una bandiera con i colori di san Vittore(bianco e rosso)mentre i giudici di arrivo, situato al termine del muro di cinta del cimitero, sono due priori della festa.

Al termine della corsa inizia la distribuzione del pane benedetto alla popolazione, mentre i buoi che hanno partecipato alla gara, dopo i controlli sanitari di rito e l’abbeveraggio si portano davanti al sagrato della chiesa di San Vittore per la premiazione.

Alla coppia vincitrice vengono consegnate da parte dei priori della festa,due drappi dipinti di velluto rosso, bordati con frangia dorata, da porre sulla schiena dei buoi ed una bandiera con i colori dell’Italia, anch’essa dipinta, da issare sul giogo degli stessi.

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