I draghi del lago d’Orta e altri misteri

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Il Lago d’Orta è considerato da molti il “Lockness italiano”. Numerose sono le testimonianze nei secoli di pescatori che hanno visto riaffiorare in superficie le code dei draghi…

Una leggenda narra che San Giulio, predicatore e guerriero vissuto nel quarto secolo dopo Cristo,  volendo a tutti i costi costruire la sua centesima chiesa, si spinse sulle rive del lago e qui, affascinato dal luogo, rimase a contemplare l’isola, la quale, dice la leggenda, era dimora di draghi e serpenti.

Il santo, non trovando una barca, stese il proprio mantello sull’acqua  e camminandovi sopra, raggiunse l’isola dove cacciò via  draghi e serpenti per costruire la sua centesima chiesa, nella quale fu poi sepolto.

All’interno della basilica si trovano sculture sacre rappresentanti draghi; in sagrestia c’è un antico drago in ferro battuto sopra il quale è appeso un osso, un’enorme vertebra delle dimensioni di un metro.

Si racconta che gli abitanti della zona sentono spesso dei forti rumori: la vox populi dice che siano i draghi che si aggirano tra le rocce.

Gli esperti pensano invece che i boati non siano altro che il prodotto di piccoli terremoti che si verificano a  poca profondità tra le rocce del lago.

Ma a draghi a parte le leggende e i misteri non finiscono qui.

Nel Trecento, il vescovo novarese Giovanni Visconti, dovette risolvere un caso delicato che trattava di una donna di Orta considerata essere una fattucchiera. In quel periodo, il fenomeno della stregoneria, stava iniziando ad essere sempre più sentito e il vescovo ne era consapevole. Per questo il prelato si rivolse a Bartolo da Sassoferrato giureconsulto marchigiano, il quale fornì indicazioni precise sulle modalità da tenere nei confronti dei casi di stregoneria. La la strega di Orta, venne considerata colpevole di alcuni reati gravi come l’adorazione del demonio e l’omicidio di bambini attraverso pratiche magiche. Non si è mai saputo se la donna sia poi morta sul rogo.

Nel dicembre del 1944 fu assassinato, nel tratto tra Orta San Giulio e Gozzano, il maggiore Bill Holohan, capo della missione anglo-americana chiamata “Hangosteen-chrysler”. Il cadavere dell’ufficiale americano fu buttato nel lago e venne trovato sei anni dopo. Dell’omicidio fu accusato il vice del maggiore, il tenente Aldo Icardi. Il caso, anche se oggi in pochi lo ricordano, destò clamore perché pare proprio che attorno alla vicenda si sia sviluppata una specie di spy-story con il coinvolgimento della Cia e dei servizi segreti.

4 pensieri su “I draghi del lago d’Orta e altri misteri

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