Dalt Vila Ibiza

1 DSCF9974

Un senso di libertà, pace, serenità, apertura agli elementi della natura. Sarei rimasto lì per tutta la vita. Questo è quello che ho provato quando per la prima volta mi sono affacciato dal piazzale panoramico a Dalt Vila Ibiza.

Il mare, i gabbiani, il cielo, le navi che lentamente entravano e uscivano da porto, le suggestioni mediterranee della città vecchia mentre osservavo dall’alto la parte bassa.

Negli anni a venire, ogni volta che sono a Ibiza, dedico una parte della giornata a una passeggiata in Dalt Vila…

Ho un rapporto molto profondo con questa parte di Eivissa perché qui ho l’impressione di immergermi in profondità nella storia più intima ed antica della città. E poi mi sembra di poter osservare tutta la Isla dall’alto.

In particolare mi piace andare verso il tramonto quando inizia a tirare un vento che sembra penetrarmi nell’anima.

Adoro osservare le luci del porto come osservare le persone che si muovono nelle vie della città bassa pensando che ognuna di esse ha una storia che sta vivendo, ancora da vivere o comunque da raccontare.

Dalt Vila è la città vecchia, il complesso costruito attorno all’altura dove sorge la cattedrale.  Contrariamente a quanto si potrebbe pensare il nome Dalt Vila non significa città vecchia ma villa al piano di sopra.

DSCF0444

Una salita rapida e a tratti scivolosa porta all’entrata principale dove si trova Il Portal di Ses Taules con la piazza d’Armi dove, alcune persone mi hanno raccontato l’avvistamento di fantasmi che sembrano ricordare gli antichi soldati di guardia.

Sulla scalinata era solito dipingere Antoni Marí Ribas “Portmany”, il grande pittore ibizenco.

DSCF0448

La porta risale al 1585. Sopra al Portal collocarono una grande lapide di pietra che rappresenta le armi e le insegne reali sotto il dominio spagnolo come Austria, le Fiandre, il Portogallo e la Sicilia.

Sotto è stata posta un’iscrizione in latino che ricorda la fine del periodo della costruzione principale con la data del 1585. L’ariete situato sopra la parola “Catholico” si riferisce all’ordine di Toison de Oro che durante la riforma escluse tutti gli eretici. Il beneficiario attuale del titolo è Juan Carlos I.

Fu il re Filippo II che ordinò, nel XVI secolo, la costruzione delle mura e della fortezza allo scopo di fermare le continue invasioni e saccheggi da parte dei pirati.

Le mura sono state  progettate dall’ingegnere italiano Giovanni Battista Calvi e si sviluppano tra sette bastioni: Santa Lucia, Sana Tecla, San Bernardo, San Giorgio, San Giacomo, Porta Nuova e San Giovanni.

DSCF9839

Arrivati alla porta, dopo averla oltrepassata, si gira a destra e dopo pochi metri si possono scegliere due percorsi. Nel primo si prosegue diritto e si sbuca nell’antica piazza d’armi preludio ad un labirinto di vie strette ricche di negozi, boutique e locali. nel secondo seguire tutto il perimetro delle mura per arrivare allo spiazzo panoramico da dove si ha una magnifica veduta sul porto e sulla parte bassa della città.

Salendo verso il mirador dedico sempre una sosta per salutare la statua di Isidor Macabich un nome molto noto a Ibiza. Macabich fu uno storico, uno scrittore, un poeta, un prete e un giornalista de il Diario de Ibiza. Nacque nella città di Ibiza il 10 settembre del 1883, in una famiglia moderatamente benestante.

DSCF0453

A chi gli chiedeva se provenisse da qualche famiglia nobile ibizenca, Macabich rispondeva:

“A Ibiza non ci sono nobili. Siamo tutti o figli di marinai, figli di contadini o figli di puttana”

In Dalt Vila, nei secoli, ci sono state presenze cartaginesi, romane, vandale, bizantine, musulmane e catalane.

Tra queste vie hanno trovato casa e centro di affari aristocratici, uomini del clero, intellettuali e commercianti.

DSCF0471

Il recinto murario fortificato, il migliore del Mediterraneo dopo quello di La Valletta, è opera di Giovan Battista Calvi e Jacobo Paleazzo “el fratin”

Il recinto di archi che si apre non appena varcata la soglia è il corpo di guardia, che fu anche luogo di un primo mercatino negli anni degli hippies (si vede anche nel film  «Cuentame. Ibiza: paraíso y purgatorio»).

Qui inoltre ci fu un periodo in cui vissero famiglie molto povere, come citato anche da Villangómez. Passato il secondo portale, dove anche qui vi è una statua romana senza testa, il muretto finisce con una famosa pietra chiamata  “Es Piló”, spesso citato come luogo per incontrarsi

Dalt Vila è circondata dalle mura di origine araba, che sostituivano le fortificazioni puniche e romane, erette nel XVI secolo.

Il Municipio cittadino occupa oggi parte di un antico convento dominicano, costruito tra i secoli XVI e XVII, di cui si conserva ancora la chiesa di Santo Domingo. La costruzione del convento iniziò nel 1592 e venne affidata a un gruppo di maestri costruttori genovesi.

DSCF9836

L’edificio si estende intorno a due chiostri, che mettevano in comunicazione gli ambienti restanti: celle, refettorio, ecc. I monaci dominicani vennero espropriati definitivamente nel 1835. Da allora, il convento è stato destinato a usi diversi: ospedale, prigione, collegio e municipio. L’attuale Municipio è situato in quello che era il refettorio dell’antico convento.

Sul punto più alto della collina si trova il castello che venne costruito dai musulmani nel secolo VIII.

La Cattedrale è un edificio che nasce in stile gotico tra il XIII e XIV secolo.

DSCF0542

Una curiosità: la cattedrale di Ibiza è dedicata a Nostra Signora delle nevi. Ma perché visto che iBiza non è di certo celebre per le nevicate?

Il nome si deve ad una promessa fatta nel 1235 dalle truppe catalane prima della conquista dell’isola. I vertici dell’esercito catalano avevano infatti promesso di dedicare un tempio alla Vergine più vicina alla data della conquista avvenuta l’8 di agosto.

Nostra Signora delle Nevi si celebra il 5 di agosto e divenne quindi patrona della città.In Dalt Vila si trovano anche il Museo Archeologico, quello Diocesano, il Museo d’Arte Contemporanea e il Puget.

In Dalt Vila ricordo in particolare una passeggiata serale in compagnia di Davide Traversa a dicembre  avvolti da un’atmosfera unica e intima con le strade quasi deserte e le luci soffuse e ovattate che presagivano storie di fantasmi, di streghe e altre sorprese.

DSCF0538

Ed è proprio Davide Traversa a raccontarle:

La leggenda della via della solitudine

Il fantasma del tunnel del Soto Fosc

Fantasmi nella zona di Baluarde di Santa Lucia

Cristoforo Colombo

Altre pillole di misero

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...