Un filosofo tedesco a Ibiza

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Immaginatevi la scena: siamo nella primavera del 1932, sull’isola si arriva solo tramite un lungo viaggio in nave, non esistono hotel e lo scrittore e filosofo tedesco Walter Benjamin, di origine ebrea, lascia la Germania su cui aleggia l’ombra del nazismo per un viaggio in quella terra praticamente sconosciuta.

Va a vivere in una casa di campo nella baia di San Antonio, allora un piccolo pueblo di pescatori. È un viaggiatore, un pensatore e un grande osservatore e rimane folgorato da quell’isola che descrive come “il paesaggio più vergine che io abbia mai incontrato”, miracolosamente conservata per trovarsi “al margine dei movimenti del mondo, incluso della civilizzazione”.
Ho trovato casualmente, in una libreria di Malaga, un libro quasi sconosciuto intitolato “Cartas de la època de Ibiza”, di Walter Benjamin. Non ho resistito alla tentazione e l’ho comprato. La, seppur breve, storia del soggiorno di questo famoso filosofo tedesco a Ibiza, è abbastanza conosciuta, ma in questo libro, una raccolta di lettere scritte ad alcuni suoi cari amici, ci si riesce ad immergere in un’epoca lontana, quasi pionieristica e decisamente romantica.
Lo stesso autore, scriverà alcuni anni dopo i suoi soggiorni sull’isola, riguardo al desiderio di tornare a Ibiza: “quest’isola alla quale non riesco a smettere di pensare”

Jean Selz, un critico d’arte parigino e amico del filosofo, viveva in una casa a Dalt Villa. Quella sera d’estate avevano passato la notte bevendo al Bar Migjorn, al porto. I bicchieri erano andati decisamente oltre il limite e, sulla via del ritorno, Benjamin si accasciò sulla scalinata che parte dalla Plaza de Vila e si chiama «Calle de la Escalera de piedra». Non c’era verso di alzarlo e così dovettero trascinarlo fino alla casa, passando per Plaza del Regent Gotarredona, salendo a Calle de San Lluis e terminando nella Calle de la Conquista. Ho scoperto che la casa é attualmente un hotel (anzi, ex hotel, ora credo riconvertito in residenza di lusso) chiamato «El Palacio».
Jean Selz disse: «solo quella sera mi resi conto di quanto era alta la città vecchia»

(Foto: El Pais. Benjamin é quello con gli occhiali)

Davide Traversa

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