Misteri a Sant Vicent de Sa Cala Ibiza

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Molte volte avrete sentito parlare di Ibiza come un’isola «dai mille volti». Le tante facce dell’isola, in un tratto di terra di pochi kmq convivono realtà completamente diverse, alcune conosciute in ogni angolo del globo e altre che celano storie e luoghi dimenticati dai più.
Una strada tortuosa esce da San Joan e si sviluppa in continue curve intorno a una paesaggio mozzafiato, che si sta riprendendo dal terribile incendio del 2010. É la strada che porta a Sant Vicent de Sa Cala. Aperta solo nel 1964 e che conduce non solo al paese ma a tutta la valle fino alla celebre Cala San Vincente. Cosa potrà mai offrire un pueblo formato da una chiesa e un pugno di case sparse?


Ma torniamo indietro di qualche anno. Siamo negli anni trenta e Sant Vicent è una minuscola comunità di persone che vive ancora come nel Medioevo, lontana da Eivissa quasi un giorno intero di viaggio: gli unici due modi per raggiungerla sono infatti con sentieri da San Joan oppure via mare dalla Cala e poi nuovamente su mulattiere.
Ebbene, in questo sperduto borgo arriva uno straniero, un francese misterioso, che porta con se la storia di uno degli assassini più famosi di inizio secolo
In realtà la storia inizia a circa duemila km di distanza, in una Parigi in tumulto alle soglie della Prima Grande Guerra. Qui vive uno dei più illustri politici dell’epoca, il socialista Jean Jaurès. É un sostenitore del dialogo e della diplomazia per evitare lo scoppio di un conflitto tra Francia e Germania. Il 31 luglio 1914 mentre si trova in un caffè parigino, viene assassinato con un colpo di pistola. L’assassino viene subito preso e consegnato alla giustizia. Si chiama Raoul Villain, un giovane che appoggia la causa bellica e che considera Jaurès un traditore della patria. L’assassinio provoca una grande commozione nel paese ma di lì a poco scoppia la Grande Guerra e il fatto cade nel dimenticatoio. Tanto che alla fine della guerra, nella Francia vittoriosa e in un clima di amnistia generale, Villain viene scarcerato.
Decide così di lasciare il paese e si rifugia in un’isola del Mediterraneo sconosciuta all’epoca: Ibiza. Qui va a vivere in un paesino ancora più sperduto, denominato Sant Vincent. Nessuno conosce la sua identità, nemmeno un’altro illustre ospite di questo pueblo dimenticato: Paul Renè Gaugin, nipote del famoso pittore. I due diventeranno amici, tanto che Gaugin (ignaro della sua vera identità) lo aiutò nella costruzione della sua casa a Cala San Vincente. Una casa che incredibilmente esiste ancora oggi, in stato di abbandono, nascosta tra le strutture alberghiere (vi invito a cercarla )
Ma un altro assassinio è dietro l’angolo.
Il suo.

Villain o «el francés de sa cala», come era conosciuto tra la gente del posto, continua a godersi la vita, nell’atmosfera bohemia della Ibiza degli anni ’30. Non è dato sapere se conobbe anche Walter Benjamin, che nel ’32 e ’33 soggiornò per molti mesi sull’isola. Si faceva chiamare Alex ma sembra che rivelò a qualcuno la sua vera identità.
In Spagna intanto si avvicina l’ombra della Guerra Civile.
Il 13 settembre 1936 è uno dei giorni più neri della storia ibizenca: bombardieri italiani al servizio delle truppe franchiste sganciarono circa 2000kg di bombe sulla Marina e Dalt Vila, provocando oltre 40 morti. Nel frattempo, nel Castello, anarchici arrivati dalla penisola massacrarono più di cento ibizenchi tra militari, sacerdoti e notabili.
Ma ad alcuni km da li, nella sperduta Cala de San Vincente, anche il destino di Villain era segnato.
Fu trovato morto sulla spiaggia, assassinato con due colpi di pistola. Nel clima di terrore generale, nessuno ebbe il coraggio di andare in suo soccorso e morì dopo diverse ore di agonia.
Nessuno sa chi lo assassinò. Truppe anarchiche come quelle del Castello o una vendetta perpetrata negli anni da ambienti vicini a Jaurès. Il caso non è mai stato risolto.
Fu sepolto nel cimitero di San Vincent.
Ma c’è ancora un piccolo mistero a riguardo: negli anni ’80 la tomba fu aperta, come succede nei piccoli cimiteri, per essere trasferita all’ossario. Ma Marcel Le Cler nella sua “Guida dei Cimiteri di Parigi”, assicura testualmente che la tomba di Raoul Villan si trova nella divisione 13 del cimitero di Montparnasse. In realtà in quella divisione non c’è traccia del “francés de sa cala”.

Davide Traversa

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