Ibiza Hippies e altre storie

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«Il bar Vista Alegre di San Joan é conosciuto da sempre come Can Tirurit e fu il centro della vita quotidiana degli hippies. Fu inoltre il primo luogo di incontri buddisti dell’intera Spagna. Da li passarono personaggi del calibro di Lanza del Vasto e altri divulgatori dei culti orientali. Organizzarono, sotto la direzione di tre lama tibetani, una riunione di dieci giorni in un accampamento al bordo del mare, alla quale predero parte centoventi persone. Una cinquantina di essi si convertirono al buddismo e viaggiarono in India e Nepal ricevendo iniziazioni dai guru.


Danielle Rozenberg il suo libro «Ibiza, una isla para otra vida» parla anche di questi fatti.
In realtà l’utopia vera degli hippy durò ben poco, dai primi arrivi nell’estate del 1967 fino alla storica «battaglia di Santa Eulalia» avvenuta nel luglio del 1971. Polizia e hippies si affrontarono in uno scontro, per fortuna senza feriti, dopo la decisione di sgomberare una casa occupata dagli hippies e la conseguente mobilitazione generale di questi ultimi. Di seguito iniziarono voci di qualsiasi tipo a discapito dei «peluts» e arrivarono altri sull’isola, di dubbie intenzioni. E i primi hippies scapparono verso India e altri luoghi. I nuovi hippies, rispetto ai suoi predecessori, non avevano rispetto per l’isola e per i sentimenti dei suoi abitanti.
Oggi si contempla il fenomeno hippy tutto sotto lo stesso «prisma». Sebbene già nel 1975, quando ci fu la prima retata di trafficanti di eroina, il movimento aveva ben poco a che vedere con quello descritto da Barbet Schroeder in «More». La pellicola che, con la musica dei Pink Floyd, offriva, nelle parole di Rozenberg, la immagine «di una comunità di stranieri accoglienti, una sensualità felice e senza tabù, la magia del sole e delle onde. L’isola, luogo di un triplice rito iniziatico: quello della droga (hashish, anfetamine, eroina), quello della sensualità e dell’amore libero e quello dell’estasi e dell’abbandono alle forze cosmiche, si converte in uno spazio utopico per la proiezione di fantasmi. Ibiza appare come un universo fuori dal tempo, dove tutto è permesso.
L’evoluzione la conosciamo tutti. Con il passare del tempo, l’hippy si convertì in qualcosa di peggio di una caricatura.»

(tratto dal libro «Eivissa Magica» di Carlos Garrido)

Davide Traversa

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