Tagomago e il lato femminile – Ibiza

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Foto da IbizaSpotlight

Norman Lewis, il famoso scrittore inglese del XX secolo, in una delle sue lunghe passeggiate all’interno dell’isola, negli anni 50, si ferma a contemplare l’isola di Tagomago. Ha camminato parecchie ore, é stanco e ora si trova di fronte alla grotta di Es Culleram, il nascosto e roccioso santuario della dea Tanit, nelle montagne di San Vincente.


Nella sagoma di Tagomago risulta facile vedere il viso di una donna, ed é probabile che gli antichi videro in essa il volto della loro dea madre.
Tagomago si trova a Nord dell’isola e, a quanto pare, conserva il suo nome punico. Poco spettacolare ad una semplice vista, appena può competere in bellezza e arroganza con l’isolotto più famoso, Es Vedrà, situato a sud-ovest e pieno di attrattive leggende. Ma anche Es Vedrà si dice che rappresenti un viso: il viso vecchio e rugoso di un uomo.
Forse é così. Entrambi gli isolotti rappresentano corpo e visi differenti. Mentre Es Vedrà, ruvido e corpulento, é un isola maschile, e il tramonto il suo simbolo più apprezzato, Tagomago, dolce e allungato, rappresenta la donna, e la luna nascente é la sua immagine più peculiare e attrattiva.

Testo tradotto dall’originale da Davide Traversa «Viajeros contemporáneos, Ibiza siglo XX» di Vincente Valero

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