L’epoca degli hippies a Ibiza

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I pionieri degli anni 30 e l’ Ibiza degli artisti negli anni 50

Il 1933 segna sicuramente il primo contatto tra l’isola e personaggi venuti da fuori. In quel periodo si trattava per lo più di artisti, scrittori e filosofi, di origine ebrea, scappati dalla Germania per fuggire al Nazismo. Il più famoso é sicuramente il filosofo Walter Benjamin, che inviava sotto pseudonimo i suoi articoli al Frankfurt Zeitung. Sono gli anni anche del primo contatto dell’architetto Erwin Broner con l’isola. Fu lui il primo a costruire uno stabilimento balneare a Ibiza, a Talamanca. Tra gli altri nomi si ricordano Raul Hausmann, artista, e Paul Gaugin, nipote del famoso pittore.
Tra il 1936, anno dello scoppio della Guerra Civile Spagnola e il 1945, anno di fine della seconda guerra mondiale, Ibiza passò, come del resto tutto il mondo, i suoi anni bui.
Il 1950 é l’anno dell’apertura dell’aereoporto e l’arrivo dei turisti si fa mano a mano più massivo.
Gli anni 50 fu l’epoca dei Beatnik (termine denigratorio coniato da un giornalista americano per definire i membri della Beat Generation, che furono un po’ i “padri” del movimento hippy), e degli artisti che crearono il Gruppo Ibiza 59 (i più famosi furono Erwin Bechtold, Hans Laabs e lo stesso Broner). Famosa in questo periodo è anche la presenza a Ibiza del noto falsario Elmyr de  Hory.
Nel frattempo iniziò a svilupparsi il turismo. Le prime urbanizzazioni create sono quelle di Cala Vedella, Portinax e Cala San Vincente.

Il movimento Hippy

I primi hippies arrivati a Ibiza negli anni 60 erano americani, la maggior parte di buona famiglia, scappati dagli Stati Uniti per evitare la Guerra del Vietnam. Gli ibizenchi li chiamavano “peluts” (l’equivalente del nostro “capelloni”). Si installarono nell’entroterra, comprando le case che i campesini avevano lasciato libere per trasferirsi sulla costa nel momento del boom economico. Erano molto ben voluti dalla gente del posto. Gli hippy fuggivano dalla società del consumo, cercando una forma di vita alternativa, a contatto con la natura e intrisa di spiritualità.
In particolare tutta la zona dei municipi di San Joan, San Miguel e San Mateu furono le zone dove vivevano. I loro siti preferiti erano le spiagge di Benirras, Cala d’Hort/Sa Pedrera (soprannominata Atlantis) e Punta Galera. I luoghi di ritrovo erano il Bar Anita a San Carlos e il Bar Vista Alegre a San Joan e il bar Las Dalias.
Una seconda ondata arrivò a cavallo tra la fine degli anni sessanta e l’inizio degli anni settanta, molti di loro erano artigiani e crearono il primo mercatino hippy a Es Canar nel 1973. Il mercatino di Las Dalias  iniziò nel 1985.
Arrivarono ad esserci 4-5000 hippy sull’isola, una comunità molto ampia.
Un momento importante fu l’uscita del film «More» nel 1969, girato interamente sull’isola. Non dimentichiamoci che il 1969 é anche l’anno del famoso concerto di Woodstock, che sancisce l’esplosione del fenomeno hippies.
Dagli anni 80 a Ibiza arrivò il turismo di massa. Il movimento hippy iniziò a calare e molti di loro si spostarono verso l’India. Il declino degli hippy fu anche l’arrivo dell’eroina nella seconda metà degli anni 70 e dell’AIDS, che spense il sogno degli hippy.
Bob Marley tenne un mitico concerto a Ibiza nel 1978 nella Plaza de Toros (attualmente non esiste più, c’è una piazza al suo posto, dedicata proprio al Jamaicano). Suonò lì anche Eric Clapton e fu mitica la performance dei Pink Floyd a Formentera.

L’epoca disco

Parallelamente al movimento hippy, iniziarono anche le prime discoteche. Il Pacha aprì le porte nel 1973 per mano di Ricardo Urgell, che qualche anno prima aveva aperto il primo Pacha a Sitges (Costa Brava).
La seconda ad aprire fu Amnesia nel 1976.
Ku prima di una discoteca fu una piscina pubblica. Il nome deriva dal dio hawaiano della guerra (c’era anche una statua all’ingresso una volta). Fu aperta da tre impresari baschi nel 1978. Nel 1993 cambiò il nome in Privilege.
Il 29 maggio del 1987 nella discoteca Ku, Freddy Mercury e Monserrat Caballè cantano “Barcelona”. Pino Sagliocco è l’ideatore della performance. Fu la colonna sonora delle Olimpiadi di Barcellona del 92.

Davide Traversa

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