Il cane fantasma di Cala Llonga

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Tanto tempo fa, alcuni giovani di Santa Eulalia solevan andar a Cala Llonga a corteggiare alcune giovani donne in casa della propria famiglia di origine. Era una pratica molto diffusa a quell’epoca e pratica ancor più diffusa era quella di uscire armati, non solo con coltelli, ma anche con pistole. Arrivavano in casa e, secondo il rituale, si sedevano e a turno iniziavano a corteggiare la giovane.
Un giorno, sulla via del ritorno, si trovarono di fronte all’improvviso un cane bianco che iniziò ad abbaiare insistentemente. I giovani non ci fecero molto caso e proseguirono dritto.
Il giorno seguente, si ripresentò la stessa scena. A quel punto uno dei giovani del gruppo, il più coraggioso, estrasse la pistola per uccidere l’animale. Ma, tra il loro stupore, il cane sembrò come passare attraverso la pallottola…


Il terzo giorno i giovani, a cui iniziava a salire una certa paura e inquietudine, si armarono più pesantemente e, all’incontrarsi nuovamente con il cane, spararono tutti insieme. Il risultato fu lo stesso del giorno precedente e i ragazzi, terrorizzati, fuggirono a gambe levate verso Santa Eulalia.
Nelle loro menti iniziarono ad avanzare le ipotesi più macabre, da un incantesimo delle streghe fino al fatto che il cane fosse l’incarnazione del diavolo in persona.
Su consiglio di alcuni amici del paese, si rivolsero, seppur titubanti, a un prete, il quale, dopo aver ascoltato la storia, prese in mano la pistola e la preparò accuratamente, dicendo infine:” Ora potete andare tranquilli e se incontrate un’altra volta il cane, sparate con sicurezza e per lui non ci sarà scampo”
I tre giovani tornarono la sera stessa sul cammino, il più coraggioso estrasse la pistola ma questa, con suo terrore, si inceppò. Furono costretti a fuggire un’altra volta a gambe levate.
Però il giovane più coraggioso, che aveva fiducia nel prete, decise di ritornare, questa volta solo, per un’ultima volta. Arrivato al solito punto, vide uscire il cane. I suoi occhi grandi neri lo fissavano e i suoi latriti erano così tremendi che al giovane le parve di stare di fronte alla morte in persona. Con terrore estrasse la pistola, alzò il grilletto, si udì uno sparo, si udì un gemito e il cane cadde ferito. Si avvicinò con cautela per capire se era morto e all’avvicinarsi vide, sbigottito, che si stava dissolvendo e si stava trasformando in una persona. Stava per fuggire a gambe levate quando sentì una voce che le implorava aiuto. Si avvicinò con cautela e riconobbe nella persona a terra ferita la giovane che andavano ogni sera a corteggiare a Cala Llonga. Il giovane la soccorse e riuscì a salvarla.
Per molto tempo nessuno ebbe il coraggio di percorrere quel cammino di notte.
A partire da allora, ogni anno, nello stesso giorno di quell’incredibile avvenimento, la gente del posto sente terribili latriti provenire  da quel luogo. È lo spirito del cane in cerca di vendetta.

Davide Traversa

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