Ibiza caccia ai tesori nascosti nella Cova d’en Jaume Orat

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Joan Mari Cardona, Canonigo Archivista, nei suoi studi sulla zona di Balansat (San Miguel), trovò all’interno degli arhivi ecclesiastici la storia di questo personaggio…

Nel mese di gennaio del 1664 arrivò a Ibiza un avventuriero siciliano chiamato Sebastiàn Belloto, tessitore di mestiere ma dalla vita errante, tanto da essere conosciuto per non passare più di due giorni nello stesso posto. Qui conosce Antoni Torres “Gibert” di Malafogassa [NDR : l’attuale zona di Santa Gertrudis de sa Fruitera], col quale instaurò fin da principio una singolare affinità e amicizia.
Appena arrivato sull’isola tutti iniziarono a chiamarlo “S’Aiguader”, per la speciale dote che possedeva di individuare acqua e qualsiasi cosa occulta nelle viscere della terra, specialmente tesori, cosa che continuava a ripetere.
Belloto contagiò con la sua ossessione alcuni vicini, che arrivarono ad alimentare questa storia, collaborando con Belloto in alcuni macabri rituali per far confessare ai morti i luoghi nei quali, quando erano in vita, avevano interrato i loro tesori. Pare infatti che tutto partì dal ritrovamento di due tombe antiche effettuato da alcuni contadini mentre aravano i loro campi. Belloto subito affermò che erano le tombe di un tale Sansone e della sua sposa Persia, che prima di morire avevano sotterrato una inenarrabile fortuna. Dopo giorni passati a scavare nel sito del ritrovamento senza scoprire nulla, sentenziò che doveva esserci un incantesimo, fatto da un tale Petito. E fu da allora che iniziarono questi rituali. Belloto si chiudeva in un cortile e iniziava una “lotta” contro Petito e venne fuori che c’erano anche altri tesori: quello di un tale Barca (nascosto in Albarca) e quello di una tale Fatima, (nascosto in Corona). [NDR : Albarca e Corona sono due zone della parte Nord dell’isola, tra i Municipi di Santa Agnès e San Mateu]. I riti iniziarono inoltre anche a svolgersi in una grotta nella zona di Fruitera.
Fu a questo punto che le sue attività arrivarono all’orecchio dell’Inquisizione. Il siciliano fu incarcerato a Maiorca e gli fu proibito per sempre di far ritorno a Ibiza. Fu inoltre frustato e bollato come negromante, pertanto nemico della fede.
Però il suo amico Toni Torres “Gibert” non si diede per vinto e vent’anni dopo volle tentare la ricerca del tesoro nella grotta di Jaume Orat dove, secondo il siciliano, si accumulavano immense ricchezze. Trovati alcuni soci per questa impresa, incontrarono la grotta e furono rassicurati dal trovare all’ingresso una pietra scolpita a mano, un segno che lì si trovava il tesoro. Ovviamente non trovarono nulla e fu un’altra volta il Tribunale dell’Inquisizione a porre fine alla vicenda, questa volta però dichiarando Toni non colpevole di alcun reato contro la fede cristina.
Nel Capo d’Albarca ci sono quattro grotte, ognuna con un proprio nome, che si incontrano in quest’ordine: Cova des Pi, situata giusto sotto a un rifugio per i lavoratori delle cave di carbone e di alcune piante di fichi; la Cova di Jaume Orat, appena un po’ più a Nord; la Cueva de Ses Estelles, più sotto nella scogliera; e quella “Des Librell”, ancora un poco più sotto, nella parete di roccia e con una “balconata” che offre spettacolari viste su Cap de Rubiò e la Cala tra i due promontori. La Cova de Librell si chiama così per una pozza che raccoglie l’acqua che filtra nella roccia situata all’entrata, nella parte Nord, e attualmente secca per la scarsa piovosità. Questa Cova è la più difficile da incontrare e quella che ha il peggior accesso, anche se è la più spettacolare di tutte, anche solo per la vista impressionante su Cala d’Albarca.
È indicata con una corda legata a due sabine e che può anche servire, sebbene senza fidarsi ciecamente della sua resistenza, per passare dall’altra parte della parete rocciosa dietro la quale si trova la grotta.
E sebbene in tutta la documentazione sulla zona siano menzionate solo queste quattro caverne, prima di arrivare all’ultima di esse, è ancora possibile trovare una grotta aperta verso il cielo che può creare confusione tra coloro che cercano solo quattro grotte in Es Cap des Mossons, già che questa si trova al quarto posto, prima del des Llibrell.
È luminosa, con una colonna al centro, è allo stesso livello della grotta di ses Estelles e, curiosamente, non sembra avere un nome.

Davide Traversa

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