Casa Broner – Uno dei segreti meglio conservati della città di ibiza

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Ibiza é stata, fin da tempi remoti, una sorta di rifugio per persone che scappavano da qualcosa o qualcuno. É ben conosciuta la storia dei figli di facoltose famiglie americane che arrivarono sull’isola negli anni 60, per sfuggire alla Guerra del Vietnam e formarono la prima comunità hippy. Questa volta però andiamo più indietro nel tempo, agli anni 30, quando sull’isola arrivarono molti artisti, per lo più di origine ebrea, in conseguenza dell’avvento del nazismo in Germania. Fra questi, una figura che intrecciò un rapporto intenso e profondo con quest’isola, l’architetto  e pittore Erwin Broner.

Egli fu subito affascinato dall’isola e in particolare lo colpì molto l’architettura delle case rurali. La sua prima opera fu lo Stabilimento Balneario di Talamanca. Negli anni 30 a Ibiza il turismo é praticamente inesistente e questa nuova installazione suscita molta curiosità. A quel punto però scoppiò la Guerra Civile Spagnola e Erwin fu costretto a scappare di nuovo, stavolta negli Stati Uniti. Nel frattempo, mentre si sposa per la seconda volta, conosce una giovane americana, Gisela, che mostra una incredibile passione per l’architettura dell’artista e tra i quali si innesca una connessione speciale. Diventerà a sua terza e ultima moglie. Ma Erwin ha un sogno: quello di tornare in Europa e in special modo in quell’isola del Mediterraneo dove, parole sue, « si era sentito davvero libero per la prima volta nella sua vita». Riesce infine a installarsi sull’isola con Gisela e comprano un piccolo terreno a Sa Penya dove costruiscono una casa su due piani, frutto di tutte le ricerche e i gusti dell’artista.

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La casa ha una posizione fantastica, sulla punta più a sud, con una vista incredibile su Botafoch, il porto e Formentera. Broner e Gisela vivranno qui il resto della loro vita. Broner muore nel 1971 ma Gisela, molto più giovane di lui, gli rimarrà fedele e continuerà a vivere sola in questa casa che infine verrà donata, dopo varie vicissitudini, all’Ayuntamiento di Ibiza.

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Sono stato a visitare più volte questo posto, ai più sconosciuto, eppure così bello e ricco di storia e ho raccolto alcuni aneddoti davvero interessanti.

Tra questi sicuramente il più intrigante è una botola, che si trova in giardino e sotto la quale pare ci siano almeno 4 stanze segrete. Non si sa bene l’uso di queste stanze ma pare che vi si svolgessero feste segrete. L’architetto aveva studiato una serie di porte che davano privacy assoluta alla casa. Non dimentichiamo che negli anni 60 passarono da Ibiza alcuni famosi artisti spagnoli come Picasso e Dalì…

Pare inoltre che Broner avesse costruito un’accesso diretto alla piccola spiaggia situata proprio sotto la casa, dove hanno imparato a nuotare molti figli di pescatori ibizenchi residenti il quel barrio.

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Ci sono molte curiosità nella casa. Ad esempio nella casa ci misero molto tempo a trovare la cassaforte, che Erwin aveva occultato in un ingegnoso armadio di legno. Il design di alcuni mobili sono stati ripresi da Ikea molti anni dopo. Aveva inoltre un bagno che era privato solo per la coppia, mentre a fianco dell’ingresso c’era una stanza con un piccolo water, per gli ospiti. C’è inoltre un ingegnoso sistema di aerazione contro i cattivi odori.

Negli anni 80 Sa Penya divenne uno dei più grossi mercati dell’eroina d’Europa e la povera Gisela, che continuò a vivere nella casa, fu ritrovata in un angolo impaurita dopo aver passato giorni senza uscire da quelle mura.

Alla morte di Gisela la casa fu spesso occupata da eroinomani che vivevano nella zona.

Broner fu anche uno dei primi ad accorgersi dell’incontrollato e distruttivo sviluppo dell’isola e già nel 1965 pubblicò un articolo chiamato “Riflessioni sopra il futuro di Ibiza”, dove mostrava le proprie preoccupazioni per le conseguenze dell’ignoranza, degli interessi materiali e di una limitata capacità delle autorità di prevenire le azioni di singoli individui e di gruppi organizzati.

Insomma un luogo tutto da scoprire e per di più…gratuito!

Testo e fotografie di Davide Traversa

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