IBIZA NIGHTLIFE – Ku, sempre il non plus-ultra

Al contrario del brutto periodo che sta passando ormai da diversi anni, il Privilege era in passato il top delle discoteche ibizenche. All’epoca era chiamata KU ed era una discoteca totalmente all’aperto. Sapevate che il KU “originale” fu una discoteca creata 8 anni prima di quello ibizenco a San Sebastian? I fondatori erano tre amici baschi, dei quali il più famoso fu sicuramente Jose Antonio Santamaria, che fu poi assassinato dall’ETA nel 1993. E si parla anche di un giovane personaggio che oggi è uno degli organizzatori più conosciuti, Brasilio de Oliveira.

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Questo e molti altri aneddoti nella seconda puntata della storia delle discoteche di Ibiza [articolo tradotto da “Ibiza, la gran guia de la isla”,anno1988]

La discoteca KU è situata sulla collina di San Rafael, al centro dell’isola tra Eivissa e San Antonio , in un urbanizzazione che in passato era tra le più esclusive dell’isola.

Nel 1978 l’allora proprietario Andre Stzeyplitz, un francese con residenza a Ibiza e Andorra, vendette i terreni della discoteca a tre amici per 15 milioni di pesetas. Oggi rifiutano offerte di 150 milioni. Molti impresari sono interessati al KU più per l’aspetto delle relazioni pubbliche che per la speranza di grandi guadagni.

L’attuale KU fu chiamata così per una dea dell’amore di un’isola dei Caraibi ed è attualmente la più popolare e la più lussuosa di tutte le Baleari: 4000 metri quadrati di superficie coperta di piastrelle bianche, inondata di luci laser come in “Le Mille e una Notte”, con favolosi e leggeri tetti orientali, grandi palme e scintillanti cuscini rosa e oro.

Il suono esce da otto torri di altoparlanti e si può sentire, secondo la direzione del vento e il volume, fino al confine interno della zona.

Per la martellante musica rock e gli effetti ipnotici delle luci, i feticisti presenti allo show si lasciano trasportare facilmente in un’atmosfera di euforia. Si ha l’impressione che ci siano solo matti li dentro. Spesso ci si sente trasportati come in un film di “spadaccini” mischiati con uno studio etnografico sul ballo di San Vito. La discoteca KU è un teatro con vari scenari, con piste da ballo su differenti livelli e al cui centro si trova una piscina, sapientemente illuminata, per rinfrescarsi e per farsi delle “storie” con intenzioni intime…

Nel bar brasiliano sono serviti, da autentiche brasiliane o da bei ragazzi, attrattivi e esotici cocktail come il “Coco Loco” o la “Piña Colada”. In totale si contano tra dentro e fuori quattro bar, uno addirittura solo per drink analcolici.

Al piano di sotto i proprietari hanno montato una pista da squash, macchinari per fitness e una sauna dove ci si può riprendere dagli eccessi della vita notturna.

In alta stagione, arrivano ogni notte in questo “teatro” quasi 3000 persone.

Esibizionismo totale, un ballo di maschere fino all’alba. La discoteca KU offre anche un’oasi gastronomica per gourmet notturni, vicino al caldo fuoco di un camino. Il trio basco ha fatto arrivare il famoso Jabugo( delizioso prosciutto che si produce di forma molto accurata nelle montagne basche) direttamente da San Sebastian al KU.

I tre baschi, sui 40 anni, si conoscono dalla nascita. Secondo un antica usanza basca, tra di loro non fu chiuso nessun contratto. Nel loro luogo di origine la stretta di mano ha ancora valore.

Jose Antonio Santamaria era un conosciuto giocatore di calcio ed è il “Sonny-Boy” del trifoglio dalle tre foglie [non so bene cosa intenda]. “Santa” è considerato come uno dei più attraenti e contesi uomini dell’isola ed è, del trio, l’incaricato delle attività di relazioni pubbliche.

Jose Luis Ambiarte, soprannominato Gory, sembra un simpatico lupo di mare, con il suo sguardo sornione e una sigaretta sempre in mano. Ha anche un gran da fare a lisciare i suoi baffi tutto il giorno. La sua carenza di conoscenza di inglese e tedesco la sostituisce con un “muy bien” pronunciato con molto charme. Gory si preoccupa delle questioni interne come il personale e le parti tecniche dello spettacolo.

Javier Iturrioz è, al contrario dei suoi due amici, l’unico che frequentemente si espone nel vistoso tumulto del loro club notturno: “il duro che arrivò dal nord”, sempre ben vestito, riservato, cortese e abbastanza distante. Lui si fa carico di tutta la parte commerciale e per una discoteca di questa importanza deve mantenere sempre la mente lucida.

Questo trio è proprietario inoltre di varie imprese gastronomiche nel Nord della Spagna, alla quale appartiene il KU “maggiore”, inaugurato a San Sebastian nel 1970. Qui passano regolarmente i mesi invernali i tre scapoloni, per riprendersi dal trambusto estivo.

Senza dubbio, contro ogni pronostico, non si guadagnano cifre astronomiche con discoteche del calibro del KU. Il funzionamento di questo tipo di esibizioni enormi è troppo costoso e le spese per il personale e la pubblicità troppo alte.

Nonostante gli alti prezzi dell’ingresso (2500 pesetas e in feste di altro tipo anche 3000) e la capienza della discoteca che nei mesi di alta stagione arriva fino a 3000 persone, non gli rimane molto a questi tre baschi. E soltanto con fantasia e un grande spiegamento di immaginazione, si può far fronte in Ibiza alla competenza.

Questo è compito di Brasilio, il matto e il tuttofare in qualsiasi luogo e situazione, “l’uomo indispensabile del KU”. Il gran stregone brasiliano, laureato in Economia con il titolo di Dottore all’Università di Londra, si merita il suo posto di pianificazione e analisi delle relazioni pubbliche. Un “workaholic” che lavora 14 ore al giorno in media e la cui creatività non ha limiti, ha inventato ad esempio una festa molto appropriata al suo nome:”La festa degli idioti” oltre alla sua “Brasilia Night” per la quale fa arrivare direttamente da Rio un corpo di ballo e un gruppo musicale.

Per una famosa elezione di “Miss”, elette da un giurato VIP, Brasilio fissa un importo di 200.000 pesetas. Per lo show “Mister Gay” trova lo showman omosessuale più maturo dell’isola. Il timido Brasilio però rimane senza dubbio in secondo piano:”in realtà a me annoia la vita notturna”. Non ballo, non bevo. Non necessito di nient’altro che del lavoro.

Brasilio ha inaugurato una sartoria che disegna allegri modelli. Già solo coi brillanti tessuti dei costumi e con una parte delle decorazioni, il management spende attualmente un milione di pesetas.

Anche le 50 feste che Brasilio dà in una stagione, inghiottono quantità pazzesche di denaro però riempiono anche il KU fino all’inverosimile di esotici e viveur. Ci sono anche giovani sposati da poco che prenotano una serata al KU nel loro viaggio di nozze, o travestiti che aspettano tutto l’inverno che la superdiscoteca apra le sue porte.

Nonostante il successo del KU, il business della Nighlife di Ibiza è un affare bello tosto.

Davide Traversa

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