Le due porte di Ibiza

Desidero iniziare il mio viaggio narrativo tra la magia e il mistero di Ibiza da dove, materialmente, l’ho lasciato.

C’è una fotografia che ho scattato la quale mi è rimasta impressa nella memoria visiva e nello spirito.

ibiza porte can soleil

Due porte, in mezzo al nulla e in mezzo al tutto, attraverso le quali si scorge, in lontananza, il punto considerato il più esoterico di tutta la Isla: Es Vedra…

Esistono momenti dove la materia e lo spirito si uniscono e svelano la natura dell’universo, dove tutto appare in armonia, dove l’energia si sprigiona assieme ad una sensazione di equilibrio e profonda serenità.

In quegli istanti non esiste il passato, il futuro si annulla ed entrambe si fondono nel presente, nel qui ed ora.

Questi istanti durano pochissimo, frazioni di secondo.

Io in quell’attimo, mentre stavo scattando la fotografia, ho vissuto il mio personale nirvana. Giusto il tempo di chiudere l’otturatore.

È incredibile come il concetto della percezione del tempo sia relativo.

Dicono che poco prima di morire tutta la vita scorre davanti. In pochi secondi rivediamo tutta un’esistenza in ogni suo dettaglio, incontro e sensazione. Non ci ho mai creduto.

Quel giorno però, davanti a quelle porte, ho rivissuto tutti i miei viaggi, le mie esplorazioni e le mie scoperte a Ibiza.

La mia anima è stata avvolta dagli elementi de la isla, dai suoi colori, dalla potenza del mare, dal cielo, dalla natura, dalle persone e dalle architetture.

Questi ultimi tre giorni a Ibiza sono stati il paradigma degli anni precedenti in un percorso tra Eivissa città, la parte ovest, quella centrale e la zona ad oriente.

La prima volta che ho visitato la Isla mi aspettavo un’atmosfera cool, internazionale, all’avanguardia per quanto riguarda il divertimento, la vita notturna, i locali. Mi ero fatto questa idea dalle informazioni trovate in rete, dalla descrizione delle persone che ci erano già state, dalle immagini sulle riviste patinate, dalla musica. Non ne rimasi deluso.

Però, negli anni, mi sono accorto che Ibiza offre molte altre cose, meno visibili ma potentissime.

Su la Isla esiste un universo atavico, che si lega nel profondo agli archetipi, misterioso, intrigante e coinvolgente che abbraccia storia, cultura, tradizioni, popoli antichi e contemporanei, misteri, leggende e magia.

Ibiza è un grande magnete, un enorme catalizzatore, un amplificatore di energia, in positivo ma anche in negativo.

Buena onda, mala onda.

Isola antica, magica, magnetica, capace di attrarre o respingere con altrettanta potenza; terra in grado di cambiare la vita delle persone.

Ho scoperto quella che amo chiamare la Isla nel 2013 e da allora l’ho visitata e vissuta a più riprese con una media di tre viaggi all’anno fino ad oggi. Soggiorni più o meno lunghi, in tutti i periodi dell’anno, dall’inverno all’estate, dall’autunno alla primavera. In questo arco temporale ho esplorato Ibiza girando tra le zone più conosciute fino a quelle più remote.

Nel corso di questo cammino ho incontrato non solo luoghi, ma soprattutto storie e persone che sono state determinanti per approfondire la mia conoscenza su questa terra magica. Ho raccolto testimonianze, letto libri, articoli di riviste, blog e siti, consultato guide.

In questa continua ricerca mi sono però accorto di un aspetto fondamentale: è stata lei, Ibiza, a guidarmi, a permettermi, esperienza dopo esperienza, storia dopo storia, di scoprirla e di percepire i frammenti della sua anima più profonda nei luoghi e nei momenti più impensabili.

Incontri, coincidenze, ma anche false piste, delusioni e fallimenti.

Se c’è una cosa che mi ha insegnato la Isla è che con lei non si deve mai programmare. Mi sono accorto che più cercavo e meno trovavo.

I risultati migliori li ho ottenuti sintonizzandomi con Lei, con il suo spirito, lasciandomi guidare. Allora sì, così facendo, le cose funzionavano.

In tutti questi anni ho però commesso un grande errore come ha osservato la persona che per primo mi ha fatto scoprire Ibiza.

La mia leggerezza è stata quella di scindere le due anime di Ibiza senza considerarle un insieme.

Cerco di spiegarmi meglio.

Ho sempre percepito lo spirito de la Isla come se avesse due anime: una legata al lifestyle, al clubbing, agli artisti, alle droghe, al sesso, agli eccessi, alla moda e alle tendenze.

L’altra legata alla magia, alla storia, all’esoterismo, alla natura, al mistero.

In realtà queste due anime non sono separate ma sono unite.

Se si vuole vivere a fondo e capire Ibiza bisogna accogliere entrambe le anime e considerarle come parte di un’unica entità. E io questo non lo avevo ancora compreso.

Torniamo alla fotografia.

Le porte si trovano poco distanti dall’installazione Time&Space Can Soleil nella parte ovest dell’isola.

Come spiegato da Davide Traversa: “Nessuno sa bene chi abbia creato questa curiosa installazione, costituita da due porte parallele e da una stanza quadrata con un mosaico per terra e….senza pareti! Qualcuno in cerca di souvenir si è ormai fatto sue le due porte (ne rimane ormai solo la cornice), sulla più piccola delle quali c’era l’unico simbolo conosciuto: la jamsa o mano di Fatima. Fu un simbolo usato secoli prima di Cristo dai musulmani e dai Cartaginesi, per i quali rappresentava un amuleto. Indovinate di quale dea? Ma certo, ovviamente della mitica Dea Tanit, protettrice dell’isola di Ibiza”.

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